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I segreti delle fotocamere di iPhone 11

Ecco cosa possono fare e cosa non possono fare le fotocamere di iPhone 11 e iPhone 11 Pro. Qualche limite, anche se ragionato, esiste.

Abbiamo finalmente in mano i nuovi iPhone. Non chiedeteci una recensione affrettata, non la faremo: cercheremo di fare un qualcosa di adeguato il prodotto. Abbiamo comunque speso qualche ora per dare uno sguardo da vicino alle fotocamere, chiarendo qualche dubbio e qualche curiosità relativa al modo in cui vengono scattate le fotografie e alle possibilità che ci sono usando i tre moduli.

Non solo con l’applicazione fotocamera di Apple, ma anche con le app di terze parti, quelle che solitamente permettono di spremere al meglio l’hardware rinunciando ad un po’ di magia per guadagnare un po’ di flessibilità. È risaputo infatti che tutti gli algoritmi di elaborazione immagine, quelli che rendono un singolo scatto fatto con l’iPhone nella stragrande maggioranza dei casi perfetto, funzionano solo con l’app Apple: usando applicazioni di terze parti serve un po’ di manualità e spesso un po’ di ritocco. Ma ci sono aspetti che si trovano solo sulle app di terze parti, come ad esempio lo scatto in manuale o lo scatto in RAW.

La fotocamera principale ha un otturatore elettronico velocissimo

Partiamo dalla fotocamera principale, quella grandangolare da 26 mm che è in assoluto la più completa. Il sensore è sempre da 12 megapixel, con la foto risultante che ha una risoluzione totale di 4032 x 3024 pixel. Tutto si traduce in una leggera diminuzione della sensibilità minima e un miglioramento verso l’alto.

Un sensore quindi velocissimo, e questa velocità sarà usata quasi sicuramente dal processo Deep Fusion, che fonde diversi fotogrammi ricavati con una sola esposizione.

Quest’ultima infatti non solo ha un sensore relativamente standard, ma è pure priva di messa a fuoco regolabile: è un modulo a fuoco fisso. Se consideriamo la dimensione del sensore e la focale la scelta non è così sbagliata, il quadro è completamente a fuoco anche da distanza ravvicinata.

Apple probabilmente non ha piacere che, aprendo un RAW, escano foto “distorte”; basterebbe tuttavia fornire il profilo della lente all’interno di un tool di sviluppo RAW come Lightroom.

La focale equivalente è di 13 mm, l’apertura f/2.4 e ovviamente l’obiettivo non è stabilizzato.

La camera tele è molto più luminosa

Infine c’è la camera tele, che guadagna un obiettivo stabilizzato più luminoso: f/2. La focale equivalente in questo caso è pari a 51 mm.

La modalità notte arriva a 30 secondi di posa

Qualche altra curiosità riguarda la modalità notte e il modo in cui scatta le fotografie classiche. La modalità notte si attiva quando c’è poca luce e automaticamente lo smartphone suggerisce il tempo di posa.

Apple la utilizza quando un utente vuole aggiustare l’inquadratura. Oggi per sistemare una foto storta lo strumento ritaglia dell’editor integrato effettua un “crop”, eliminando delle parti. Con iPhone 11 usa la fotografia super wide per riempire le parti mancanti, come ad esempio l’area nera nella foto qui sotto.

Per tutte le foto in ogni condizione, i video ed eventuali confronti ci rivediamo tra due settimane.

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