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Categoria: LAVORA CON NOI

I 15 MINUTI PRIMA DEL COLLOQUIO…

I 15 MINUTI PRIMA DEL COLLOQUIO…

I 15 MINUTI PRIMA DEL COLLOQUIO…

Dopo aver inviato il tuo cv, sei stato selezionato per il primo colloquio conoscitivo con la tua possibile nuova azienda. Ora che fare?

La puntualità è un aspetto molto
importante; arriva sempre con qualche minuto di anticipo, 10 minuti per esempio
possono bastare. Cerca di non arrivare in ritardo e se così fosse avvisa!

Quando entri in ufficio saluta
sempre tutti quelli che incontri, dalla persona che ti accoglie a quelle che incroci
nei corridoi; ricorda che potrebbero riportare il tuo comportamento al
selezionatore.

L’attesa prima del colloquio non
è facile da gestire, potrebbero essere minuti molto stressanti…ecco alcuni
consigli:

  • trova
    il tuo equilibrio, fai un bel respiro e rilassati altrimenti non potrai pensare
    lucidamente
  • cerca
    di allentare la tensione ma allo stesso tempo rimani concentrato
  • nell’attesa
    non stare al cellulare, non perdere di vista il tuo obiettivo
  • non
    continuare a ripassare, non verrai interrogato

Devi creare il giusto stato mentale per affrontare il colloquio. Ecco…ti stanno chiamando sei pronto?”

RUBRICA #vitadarecruiter

I 15 MINUTI PRIMA DEL COLLOQUIO…

Di Federica Lazzaro

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LE NUOVE FRONTIERE DEL COLLOQUIO DI LAVORO

LE NUOVE FRONTIERE DEL COLLOQUIO DI LAVORO

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LE NUOVE FRONTIERE DEL COLLOQUIO DI LAVORO
cosa ci riserverà il futuro…

LE NUOVE FRONTIERE DEL COLLOQUIO DI LAVORO

Al giorno d’oggi la tecnologia è diventata parte integrante della nostra vita, cambiando i nostri comportamenti e stili di vita. Così come le nostre abitudini quotidiane si sono trasformate, dal modo in cui comunichiamo al modo in cui lavoriamo, così anche i colloqui di selezione si sono evoluti.

Oltre al classico colloquio di persona oggi può venir richiesto di affrontare il colloquio di lavoro in maniera differente.

Analizziamo ora alcune nuove metodologie di selezione, alcune sicuramente più comuni di altre:

  • Videochiamata: utilizzando piattaforme come Skype, Facetime o Whatsapp è possibile organizzare colloqui a distanza. Il vantaggio in termini di tempo e comodità è reciproco, sia per il selezionatore che per il candidato. Effettuare un colloquio a distanza ci permette di collegarci da qualsiasi luogo; per questo motivo però il colloquio non deve assumere un’importanza minore rispetto al tradizionale face to face. Ricordate quindi di verificare la connessione, di scegliere un posto dove si è certi di non essere disturbati, di controllare l’illuminazione della stanza e…di vestirsi bene come per un incontro classico di selezione
  • Videocurriculum: in questo caso il candidato prepara un video in cui si presenta, racconta delle proprie competenze, esperienze lavorative e risponde a domande fornitegli precedentemente dal recruiter. E’ importante apparire rilassati e sicuri!
  • Contest: i candidati partecipano ad un contest, ossia hanno il compito di realizzare un progetto ben preciso. L’obiettivo ovviamente è quello di scovare le persone più preparate a ricoprire il ruolo vacante
  • Chatbot: si tratta di un recruiter virtuale. Il robot si occupa di fare un primo screening attraverso un’analisi del curriculum ricevuto e successivamente il colloquio, andando a sostituire il recruiter in carne ed ossa
  • Gamification: alcune aziende utilizzano giochi nel processo di selezione al fine di valutare il reale potenziale del candidato. Questa situazione rende il candidato molto più rilassato e, a differenza dello stress che si prova prima e durante il colloquio di persona, gli permette di esprimersi al meglio.

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Di Federica Lazzaro

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PRONTI PER IL COLLOQUIO!

PRONTI PER IL COLLOQUIO!

Dopo aver passato il primo scoglio dell’intervista telefonica, ora sei seduto su quella seggiola e stai aspettando di essere chiamato per il colloquio. E’ il tuo turno!

Da questo colloquio potrebbe dipendere il tuo inserimento in azienda; è quindi fondamentale fare una bella figura e colpire il recruiter.

Prima del colloquio preparati sull’azienda presso cui andrai a fare il colloquio poiché le aziende non sono tutte uguali e nemmeno i colloqui. Fai una piccola ricerca sulla storia dell’azienda, sulla sua attività utilizzando il sito aziendale, i canali social e rileggi bene, più e più volte l’annuncio di lavoro.

Comunque rilassati, spegni il telefono perchè il colloquio sta per iniziare…

La prima impressione si forma in pochi secondi ed è difficilmente modificabile, per questo motivo attenzione ai primi 15 secondi! Stretta di mano, sguardo ed abbigliamento sono aspetti che non vanno assolutamente trascurati; essere belli, non da un lato meramente estetico/fisico ma puliti e curati. Scopo: colpire e fare una bella impressione!

Come sappiamo il linguaggio non verbale (movimenti del corpo, ma anche volume e tono di voce) è  molto più importante delle parole stesse: mantenete quindi un contatto visivo continuo (evitare lo sguardo è segno di timidezza), non incrociate le mani, non state con la testa abbassata. Allo stesso tempo evitate però un atteggiamento troppo spavaldo assumendo una posizione per esempio molto rilassata, quasi sdraiata sulla sedia o con gambe allargate.

Controllate anche il tono di voce che deve essere chiaro, tranquillo e con pause che possono trasmettere sicurezza.

Ricordate: non esiste il candidato perfetto in assoluto! Il recruiter cercherà di capire, attraverso domande di varia natura, se la persona che sta “analizzando” è quella migliore a ricoprire il posto in questione. Per questo motivo ascoltate bene le domande che vi vengono poste, prendetevi del tempo, non dovete avere ansia nel dare la risposta corretta ma rispondete in maniera sensata.

Dimostrate di essere il candidato su cui quell’azienda dovrà puntare..e se così non dovesse essere e la selezione non va a buon fine cercate di chiedere sempre un riscontro per poter utilizzare quello che vi viene detto come spunto per migliorarvi.

Le critiche non sono mai negative, ci servono per superare i nostri limiti.

Di Federica Lazzaro

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I segreti delle fotocamere di iPhone 11

Ecco cosa possono fare e cosa non possono fare le fotocamere di iPhone 11 e iPhone 11 Pro. Qualche limite, anche se ragionato, esiste.

Abbiamo finalmente in mano i nuovi iPhone. Non chiedeteci una recensione affrettata, non la faremo: cercheremo di fare un qualcosa di adeguato il prodotto. Abbiamo comunque speso qualche ora per dare uno sguardo da vicino alle fotocamere, chiarendo qualche dubbio e qualche curiosità relativa al modo in cui vengono scattate le fotografie e alle possibilità che ci sono usando i tre moduli.

Non solo con l’applicazione fotocamera di Apple, ma anche con le app di terze parti, quelle che solitamente permettono di spremere al meglio l’hardware rinunciando ad un po’ di magia per guadagnare un po’ di flessibilità. È risaputo infatti che tutti gli algoritmi di elaborazione immagine, quelli che rendono un singolo scatto fatto con l’iPhone nella stragrande maggioranza dei casi perfetto, funzionano solo con l’app Apple: usando applicazioni di terze parti serve un po’ di manualità e spesso un po’ di ritocco. Ma ci sono aspetti che si trovano solo sulle app di terze parti, come ad esempio lo scatto in manuale o lo scatto in RAW.

La fotocamera principale ha un otturatore elettronico velocissimo

Partiamo dalla fotocamera principale, quella grandangolare da 26 mm che è in assoluto la più completa. Il sensore è sempre da 12 megapixel, con la foto risultante che ha una risoluzione totale di 4032 x 3024 pixel. Tutto si traduce in una leggera diminuzione della sensibilità minima e un miglioramento verso l’alto.

Un sensore quindi velocissimo, e questa velocità sarà usata quasi sicuramente dal processo Deep Fusion, che fonde diversi fotogrammi ricavati con una sola esposizione.

Quest’ultima infatti non solo ha un sensore relativamente standard, ma è pure priva di messa a fuoco regolabile: è un modulo a fuoco fisso. Se consideriamo la dimensione del sensore e la focale la scelta non è così sbagliata, il quadro è completamente a fuoco anche da distanza ravvicinata.

Apple probabilmente non ha piacere che, aprendo un RAW, escano foto “distorte”; basterebbe tuttavia fornire il profilo della lente all’interno di un tool di sviluppo RAW come Lightroom.

La focale equivalente è di 13 mm, l’apertura f/2.4 e ovviamente l’obiettivo non è stabilizzato.

La camera tele è molto più luminosa

Infine c’è la camera tele, che guadagna un obiettivo stabilizzato più luminoso: f/2. La focale equivalente in questo caso è pari a 51 mm.

La modalità notte arriva a 30 secondi di posa

Qualche altra curiosità riguarda la modalità notte e il modo in cui scatta le fotografie classiche. La modalità notte si attiva quando c’è poca luce e automaticamente lo smartphone suggerisce il tempo di posa.

Apple la utilizza quando un utente vuole aggiustare l’inquadratura. Oggi per sistemare una foto storta lo strumento ritaglia dell’editor integrato effettua un “crop”, eliminando delle parti. Con iPhone 11 usa la fotografia super wide per riempire le parti mancanti, come ad esempio l’area nera nella foto qui sotto.

Per tutte le foto in ogni condizione, i video ed eventuali confronti ci rivediamo tra due settimane.

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